giovedì 27 ottobre 2022

Hurt Myself

 


"Hurt myself" è una canzone di Rusty Anderson, chitarrista americano nato il 20 gennaio 1959 a Los Angeles in California. L'incontro con Paul Mccartney avviene in occasione della registrazione dell'album "Driving Rain", avvenuta nel 2001. Il nome di Rusty viene suggerito a Paul da Kahne, che è il produttore dell'album sopracitato. L'incontro si rivelerà molto proficuo, tanto da spingere Paul ad ingaggiare il chitarrista americano anche per i concerti. Il primo "live" a cui partecipa Rusty è il concerto benefico in favore delle vittime dell'attentato alle torri gemelle. L'evento si tiene il 20 ottobre 2001 al Madison Square Garden di New York. Viene quindi confermato anche per il tour mondiale di Mccartney del 2002 e da allora è ancora parte della band di Macca, più di 20 anni di concerti in giro per il mondo! Il curriculum di Rusty è notevole, ha lavorato negli album di centinaia di artisti (Elton John, Little Richard, Cat Stevens, Ricky Martin, Sinead O'Connor...).

Ma torniamo alla canzone, affidandoci ai ricordi dello stesso Anderson: "Eravamo in un momento di pausa del tour, che sarebbe ripreso a breve dal Messico, ho approfittato allora per far sentire a Paul qualche canzone che avevo scritto per il mio disco "Undressing underwater", che avevo intenzione di pubblicare nei mesi futuri, i pezzi gli sono piaciuti, allora gli ho chiesto allora se era interessato a suonare in qualche traccia dell'album e lui mi ha risposto: "Certo!". Inizialmente ho pensato di far suonare Paul su una traccia che avevo già quasi pronta ma poi ho cambiato idea, sarebbe stato meglio infatti iniziare a lavorare su una traccia da zero con il supporto di tutta la band del tour. Ho chiesto quindi aiuto al produttore Kahne, suonandogli alcuni pezzi di "Undressing underwater" e lui ha scelto "Hurt myself". Paul è arrivato ai Sunset Sound Studio sul tardi, così noi abbiamo potuto nel frattempo far pratica con la canzone. E' stato surreale vedere Paul maledire se stesso quando commetteva qualche errore al basso, lo rendeva così umano! Ma ha un tale talento! Ha avuto delle idee geniali durante la registrazione e ha contributo anche con dei cori. Ad un certo punto ha suggerito in un punto della canzone di mettere qualcosa di inaspettato, come dei fiati o qualcosa di orchestrale, così il mio amico Probyn ha aggiunto un flicorno. E' il sole pezzo, tra tutte le mie canzoni, in cui Paul ha collaborato, anche se una volta durante un volo abbiamo abbozzato una melodia sul rumore dei motori dell'aereo! L'abbiamo registrata su un registratorino portatile, pensando di poterla usare, ma non è mai accaduto".

Come detto, la canzone è contenuta nell'album "Undressing underwater" uscito il 17 dicembre 2003, alla traccia oltre a Paul Mccartney che aggiunge basso, chitarra elettrica e cori, partecipano anche gli altri membri della band di Paul, ovvero Abe Laboriel Jr. alla batteria, Brian Ray alla chitarra acustica, Paul Wickens alle tastiere e Probyn al flicorno, chiude la formazione il nostro Rusty, suonando chitarre, tastiere e cantando.

Da un punto di vista tecnico la canzone è una tipica "power pop song", ovvero un sottogenere del rock, che si caratterizza per l'utilizzo di melodie semplici ed essenziali ispirate ai gruppi anni '60, combinate con riff di chitarra abbastanza potenti e da una struttura ritmica tipiche dell'hard rock. Gli assoli di chitarra non sono molto comuni e le modalità delle canzoni tendono ad essere minime.

Sentiamoci la versione studio e poi una "live" eseguita in un pub americano:



HURT MY SELF

Well I hope you understand that I could never be anyone's victim

Make a face and lose my cool, it's so natural, yeah

I might be shaking outside but inside I am fine

And I wouldn't get too smug if I were you

Your trophy doesn't look so good

Cause I can hurt myself more than you ever could

Carving hearts and crosses in my skin bringing out the scars within

I am the film starring pictures of you quite distorted and filtered in blue

I might be breaking inside but I can get there on my own

Obsessions fatal and offerings of burning Hollywood

I can hurt mysеlf more than you ever could

I might bе shaking outside but inside I am fine

Cause I can hurt myself more than you ever could

I can hurt myself more than you

I can hurt myself more than you

I can hurt myself more than you ever could you 

TRADUZIONE

Bene, spero che tu capisca che non potrei mai essere la vittima di nessuno

Fare una smorfia e perdere la calma, è così naturale, sì

Potrei tremare fuori, ma dentro sto bene

E non sarei troppo compiaciuto se fossi in te

Il tuo trofeo non ha un bell'aspetto

Perché posso farmi male più di quanto tu abbia mai potuto

Scolpire cuori e croci nella mia pelle facendo emergere le cicatrici all'interno

Sono il film con le tue foto piuttosto distorte e filtrate in blu

Potrei irrompere dentro, ma posso arrivarci da solo

Ossessioni fatali e offerte di bruciare Hollywood

Posso farmi male più di quanto tu abbia mai potuto

Potrei tremare fuori, ma dentro sto bene

Perché posso farmi male più di quanto tu abbia mai potuto

Posso farmi male più di te

Posso farmi male più di te

Posso farmi male più di quanto tu abbia mai potuto fare tu

lunedì 10 ottobre 2022

You angel you/Born in captivity


 
Nel 1977 Ringo Starr collabora con il gruppo "The Alpha Band" suonando la batteria in due canzoni:  "Born in captivity" scritta da Arthur Buster Stahr e "You angel you" di Bob Dylan.
Entrambe le tracce finiranno nel disco della band americana intitolato "Spark in the dark", band che è formata da T-Bone Burnett, Steven Soles e David Mansfield più una serie di turnisti che negli anni collaboreranno ai vari progetti del gruppo. Burnett vanta collaborazioni con Costello e Roy Orbison. La band è stata attiva tra il 1976 e il 1979.
La connessione tra Ringo Starr è questo gruppo nasce nel gennaio del 1976 quando suonarono insieme a Bob Dylan durante il "Rolling Thunder Revue Tour".
"You angel you" venne scritta da Dylan nel 1973 per l'album "Planet Waves". Ecco la versione della Alpha Band con Ringo alla batteria:


Questa invece è l'originale di Dylan:


La versione degli Alpha Band è più tendente al pop e la batteria di Ringo conferisce al pezzo un andatura galoppante e festosa, Dylan invece sceeglie una interpretazione più country.

Bisognerà attendere fino al 1990 per assistere ad una performance dal vivo della canzone da parte di Dylan, per la precisione l'otto febbraio all'Hammersmith Odeon di Londra:


Chiudiamo con due chicche, una prova della canzone eseguita da Dylan nel 1976 durante le prove del tour "Rolling Thunder Revue" e una cover del pezzo eseguita dalla Manfred Mann's Earth Band:




Per completezza ecco  anche l'altro contributo di Ringo all'album degli "Alpha Band", la canzone come detto in apertura si chiama "Born in captivity":



L'angolo delle curiosità:

Ringo durante una trasmissione televisiva della Cbs ha rivelato qual è la sua canzone preferita di Dylan: "When the Deal Goes Down", con questa motivazione: "E' una bellissima canzone d'amore, molto romantica, mi commuovo ascoltandola". Ascoltiamola anche noi! Ecco il video ufficiale della canzone:



Il pezzo si trova nell'album "Modern times" uscito nel 2006.



YOU ANGEL YOU

You angel, you

Your essence got me under your wing

The way you walk and the way you talk

I feel I could almost sing

You angel, you

You're as fine as anything's fine

I just walk and watch you talk

With you memory of my mind

You know I can't sleep at night for trying

Yes I never did feel this way before

Never did get up and walk the floor

If this is love then gimme more

And more and more and more and more

You angel, you

You're as fine as can be

The way you walk and the way you talk

Is the way it ought to be

And oh, I can't sleep at night for trying

Never did feel this way before

Never did get up and walk the floor

If this is love then gimme more

And more and more and more

You angel, you

You got me under your wing

The way you walk and the way you talk

I swear it would make me sing

TRADUZIONE

Tu angelo tu

mi tieni sotto la tua ala

il modo in cui cammini ed il modo in cui tu parli

sento che potrei quasi cantare

Tu angelo tu

sei bella come ogni cosa è bella

il modo in cui tu cammini ed il modo in cui tu parli

sicuro gioca sulla mia mente

Tu sai che non riesco a dormire la notte per quanto ci provi

non mi sono mai sentito a questo modo prima d'ora

mi alzo di notte e cammino avanti e indietro

se questo è amore allora dammene ancora

e ancora e ancora e ancora e ancora

Tu angelo tu

sei bella fin quanto è possibile esserlo

il modo in cui sorridi come una dolce bambina

mi cade proprio tutto addosso

Tu sai che non riesco a dormire la notte per quanto ci provi

non mi sono mai sentito a questo modo prima d'ora

mi alzo di notte e cammino avanti e indietro

se questo è amore allora dammene ancora

e ancora e ancora e ancora e ancora

Tu angelo tu

mi tieni sotto la tua ala

il modo in cui tu cammini ed il modo in cui parli

dice ogni cosa

ACCORDI

Capo 2nd fret (original key A major)


G   D/f#   C/e   D   C   D   G


G   D     G

You angel you

    G      D          G

You got me under your wing.

    G       D/f#         C/e     D

The way you walk and the way you talk

  C            D      G

I feel I could almost sing.


You angel you

You're as fine as anything's fine.

I just want to watch you talk with your

memory on my mind


    C                               G

You know I can't sleep at night for trying

      G         D/f#      C/e    D

Yes I never did feel this way before,

G         D/f#       C/e     D

Never did get up and walk the floor.

G           D/f#     C/e    D

 If this is love then gimme more

    G

And more and more and more (and more).


You angel you

You're as fine as can be

The way you walk and the way you talk

it's the way it ought to be


You know I can't sleep at night for trying

Never did feel this way before,

Never did get up and walk the floor.

If this is love then gimme more

And more and more and more.


You angel you

You got me under your wing.

The way you walk and the way you talk

I swear it would make me sing.



Bring it on home to me

  Bring it on home to me è una canzone scritta da Sam Cooke nel 1962, un pezzo che possiamo inserire nella categoria del Rhythm and Blues, ...