mercoledì 15 febbraio 2023

Bring it on home to me

 


Bring it on home to me è una canzone scritta da Sam Cooke nel 1962, un pezzo che possiamo inserire nella categoria del Rhythm and Blues, spesso abbreviato in R&B, un genere musicale chiamato così nel 1949 da Jerry Wexler, allora giornalista per la rivista Billboard. Il termine, di origine inglese e che tradotto letteralmente significa "ritmo e blues", è una versione politicamente corretta del termine "race music" usato in quei tempi, considerato offensivo verso le persone nere. Più che una definizione di un genere musicale ben preciso, Rhythm and Blues è stato utilizzato nel tempo per indicare genericamente la musica contemporanea popolare degli afroamericani. Sam Cooke nasce a Clarksdale, cittadina del Mississipi, nel 1931, è ritenuto uno dei fondatori della soul music e uno dei più importanti cantanti della storia di questo genere. Piazzò 29 singoli nella "Top 40" negli USA tra il 1957 e il 1965 Tra le sue canzoni di maggior successo citiamo: You Send Me, Twistin' the Night Away, Chain Gang, Wonderful World, Bring It On Home to Me e A Change Is Gonna Come.
Oltre ad essere un grande cantante, Sam era anche autore dei suoi pezzi nonché produttore discografico, morì purtroppo a soli 33 anni nel 1964, in circostanze mai del tutto chiarite, la versione ufficiale afferma che venne ucciso con tre colpi di pistola calibro 22 dalla dipendente Bertha Franklin, la quale sostenne di essere stata minacciata da Cooke ubriaco e di avergli sparato per legittima difesa. Secondo quanto dichiarato dalla Franklin, prima di cadere a terra esanime Cooke avrebbe detto: «Lady, you shot me» ("Signora, mi ha sparato") in un tono di voce che esprimeva perplessità piuttosto che rabbia. La sentenza fu di "omicidio giustificabile", anche se furono in molti a pensare che l'accaduto fu trattato in modo superficiale. L'amico Cassius Clay quando, durante la veglia funebre, gli rese omaggio disse: «Fosse stato un cantante bianco, Elvis Presley o uno dei Beatles, l'FBI starebbe ancora investigando e qualcuno sarebbe finito dentro».
Ma torniamo alla canzone, che parla di un ragazzo che perde la sua ragazza, all'inizio non ci pensa molto, poi inizia a sentire la sua mancanza e farà di tutto per riaverla. Il pezzo fu pubblicato l'8 maggio del 1962 come lato B del 45 giri Having a Party. Entrambe le canzoni ebbero molto successo e contenevano tutte e due la voce di sottofondo di Lou Rawls che fa botta e risposta con Cooke. La canzone era stata inizialmente offerta alla collega cantante Dee Clark, che la rifiutò.
La canzone è una significativa rielaborazione del singolo di Charles Brown del 1959 I Want to Go Home e conserva il sapore gospel e il formato botta e risposta; la canzone differisce in modo significativo in quanto il suo ritornello ("Portalo a me, porta il tuo dolce amore, portalo a casa da me") è apertamente laico.


Iniziamo però col sentire la versione originale:


Questa invece è una versione dal vivo suonato da Cooke all'Harlem Square Club nel 1963:




La canzone è stata coverizzata da tantissimi artisti, citiamo tra le più significative quella degli Animals nel 1965, quella di Otis Redding e Carla Thomas nel 1967 (Lennon la definì la sua versione preferita) e quella di Rod Stewart nel 1975. Anche i Beatles amavano molto Sam Cooke e in generale la musica R&B, tanto che nei primi dischi della band sono diverse le cover di canzoni appartenenti a questo genere musicale. Non suonarono però mai dal vivo Bring it on home to me né la registrarono per i propri album, la canzone fu però eseguita durante le "Get back sessions" Registrazioni ufficiali della canzone arrivarono solo durante le carriere soliste di John e Paul, con quest'ultimo che in maniera estemporanea la eseguirà anche in alcuni soundcheck. Andiamo ad esaminare nel dettaglio tutte queste versioni.
Paul si approccia alla canzone per la prima volta nel 1987, registrandola per inserirla nel suo disco di cover Choba B CCCP, pensato inizialmente solo per il mercato russo e pubblicato nel 1988. Dopo il crollo dell'Unione Sovietica, nel 1991, sarà commercializzato anche nel resto del mondo. Paul in un'intervista spiegò il motivo di questa scelta di pubblicare l'album in terra sovietica: "Quando ero molto giovane ho chiesto a mio padre se la gente voleva la pace", "Mi ha detto: 'Sì, ovunque le persone vogliono la pace, di solito sono i politici a causare problemi'. Pubblicando questo disco esclusivamente in Unione Sovietica, tendo la mano della pace e dell'amicizia al popolo russo".
Nelle note interne del disco c'è il seguente commento alla canzone: "Non si può mai sottovalutare la continua importanza del defunto Sam Cooke: stilisticamente, non solo ha esercitato un'influenza diretta su Otis Redding, Smokey Robinson, Curtis Mayfield, Marvin Gaye e Al Green, ma ha anche lasciato una notevole impatto sulla scena beat inglese degli anni '60. Non solo Rod Stewart ha modellato il suo intero stile su Cooke, ma artisti come Herman's Hermits e i Rolling Stones si sono assicurati successi mondiali con le sue canzoni, Bring It On Home To Me è stata suonata da molti artisti. Il fatto che sia John Lennon e che ora Paul McCartney l'abbiano scelta per le loro rispettive compilation di rock 'n' roll la dice lunga sulla caratura di questo brano".
Ecco la line-up di cui si è avvalso Paul per incidere il pezzo: Mick Green alla chitarra, Mickey Gallagher al piano, Chris Witten e Henry Spinetti alla batteria, Nick Garvey al basso.



Il primo Beatles che però si cimentò con la canzone fu John Lennon, che registrò il pezzo per il suo album di cover chiamato Rock'n'roll ed uscito nel 1975. Bring it on home to me viene suonata in medley insieme a Send me some lovin' di Lloyd Price. Per la creazione di questo album John si avvalse di grandi musicisti, tra i più noti citiamo Jesse Ed Davis alla chitarra, Leon Russell alle tastiere, Jim Keltner alla batteria, l'amico Klaus Voormann al basso e Josè Feliciano sempre alla chitarra.


Gustiamoci anche due take di prove della canzone:




Questo audio invece è stato creato da un fan, che ha unito e mixato le due versioni di Paul e John, per dare l'impressione che suonassero insieme:



Anche se la canzone non è entrata mai nelle setlist ufficiali dei concerti è stata comunque suonata dal vivo nei soundcheck da Paul e in una festa privata da John, ma entriamo nel dettaglio:

John nel 1971 festeggia il suo trentunesimo compleanno dando una festa al Syracuse Hotel di New York, in un clima di allegria e gioia suona la chitarra insieme a  tanti suoi amici, molti dei quali musicisti come Ringo, Jim Keltner, Klaus Voormann, Eric Clapton, ci sono anche Mal Evans e Neil Aspinall. Le canzoni suonate sono molte, si passa dai classici rock'n'roll anni cinquanta a pezzi dei Beatles e della carriera solista di Lennon, tra le tante canzoni viene eseguita anche Bring it on home to me, sentiamocela:


Passiamo ora a Paul, che come detto di tanto in tanto suona la canzone nei suoi soundcheck, qui siamo in Giappone il 14 novembre del 1993, per l'esattezza a Tokyo. Mccartney la esegue suonando la sua Gibson Les Paul:



Un'altra versione che merita menzione è quella risalente al 2006, e vede Paul cantare la canzone insieme a George Benson e Al Jarreau due grandi jazzisti. Si trova nell'album Givin' it up, disco che vede la partecipazione di musicisti di grande caratura quali Marcus Miller, Herbie Hancock e Stanley Clark. Questa partecipazione di Mccartney non fu programmata, avvenne in maniera estemporanea e causale, difatti il nostro Paul si trovava negli stessi studi di registrazione di Benson e Al Jarreau, gli Henson di Los Angeles, per registrare Memory Almost Full. Mentre Benson e compagni stavano eseguendo una lunga jam, Paul passò a fare un saluto e finì per cantare con loro Bring it home to me. Sentiamocela:


Ed ora possiamo  chiudere il cerchio con i Beatles, che durante le Get Back sessions si divertirono a cantare la canzone di Sam Cooke:


BRING IT ON HOME TO ME

If you ever change your mind
About leaving, leaving me behind
Baby, bring it to me
Bring your sweet loving
Bring it on home to me
Yeah (yeah) yeah (yeah) yeah (yeah)
I know I laughed when you left
But now I know I only hurt myself
Baby, bring it to me
Bring your sweet loving
Bring it on home to me
Yeah (yeah) yeah (yeah) yeah (yeah)
I'll give you jewellery and money, too
That ain't all, that ain't all I'll do for you
Oh, if you bring it to me
Bring your sweet loving
Bring it on home to me
Yeah (yeah) yeah (yeah) yeah (yeah)
You know I'll always be your slave
'Til I'm buried, buried in my grave
Oh honey, bring it to me
Bring your sweet loving
Bring it on home to me
Yeah (yeah) yeah (yeah) yeah (yeah)
One more thing
I tried to treat you right
But you stayed out, stayed out at night
But I forgive you, bring it to me
Bring your sweet loving
Bring it on home to me
Yeah (yeah) yeah (yeah) yeah (yeah)
Yeah (yeah) yeah (yeah) yeah (yeah)
Yeah (yeah) yeah (yeah) yeah (yeah)
Yeah (yeah) yeah

TRADUZIONE

Se mai cambiassi idea
Di lasciarmi, di lasciarmi alle spalle
Portamelo, porta il tuo dolce amore,
Portalo a casa da me, si'
Sai che ho cercato di trattarti bene
Ma tu stai fuori, stai fuori tutte le notti.
Portalo a me,porta il tuo dolce amore
Portalo a casa da me.
So di aver riso quando te ne sei andata.
Ma ora so che mi sono solo fatto male.
Baby, portalo a me,
Porta il tuo dolce amore
Portamelo a casa.
Ti darò anche gioielli e soldi.
Tutto qui, tutto quello che faccio per te,
Baby se me lo porti,
Porta il tuo dolce amore
Portalo a casa da me, Oh tesoro
Sai che sarò sempre il tuo schiavo
Finche non saro' morto e sepolto nella mia tomba .
Portamelo, porta il tuo dolce amore,
Portalo a casa da me.
Un'ultima cosa
Ho provato a trattarti bene
Ma sei rimasta fuori, sei rimasta fuori la notte
Ma ti perdono, portamelo
Porta il tuo dolce amore
Portalo a me
Si

ACCORDI
[Intro]
| C G7 | F G |
| C F  | C G |
 
[Verse 1]
       C                  G7
If you ever.. change your mind
      C         C7            F
about leaving, leaving me behind
        C               G7               F
Baby, bring it to me, bring your sweet lovin',
G7                  C          F             C          G7
bring it on home to me..yeah, (yeah) yeah, (yeah) yeah. (yeah)
 
[Verse 2]
          C                G7
I know I laughed when you left..
          C      C7            F
but now I know I only hurt myself..
      C               G7                 F
Baby, bring it to me, bring your sweet lovin'..
G7                   C          F             C          G7
bring it on home to me..yeah, (yeah) yeah, (yeah) yeah. (yeah)
 
[Verse 3]
G7            C                 G7
I'll give you jewelry and money too..
            C         C7             F
that ain't all, honey all I'd do for you..
         C               G7               F
If you'd bring it to me, bring your sweet lovin'..
G7                   C          F             C          G7
bring it on home to me..yeah, (yeah) yeah, (yeah) yeah. (yeah)
 
[Verse 4]
G7            C               G7
You know I'll always, be your slave
         C       C7           F
til I'm buried, buried in my grave.
           C               G7               F
Oh, honey, bring it to me, bring your sweet lovin'..
G7                   C          F             C          G7
bring it on home to me..yeah, (yeah) yeah, (yeah) yeah. (yeah)
 
[Verse 5]
  C                G7
I try to treat you right,
          C           C7             F               F7
 but you stayed out, stayed out til night..but I forgive you.
C               G7               F
Bring it to me, bring your sweet lovin'..
G7                   C          F             C          G7
bring it on home to me..yeah, (yeah) yeah, (yeah) yeah. (yeah)
 
[Outro]
        C          F             C     G7
yeah, (yeah) yeah, (yeah) yeah. (yeah) yeah,
       C             F             C          G7
(yeah) yeah, (yeah) yeah. (yeah) (yeah) yeah


giovedì 9 febbraio 2023

Tell me if you can

 



Tony Sheridan (1940-2013) è stato un cantautore e chitarrista rock'n'roll inglese, nato a Norwich, città sita nella contea di Norfolk. Come tutti i fan dei Beatles sanno, questo artista ha condiviso molti giorni con Paul, John e George ai tempi di Amburgo, nel 1960-62, incidendo insieme a loro anche alcune canzoni (My Bonnie, Why, The Saints e Sweet Georgia Brown). A proposito di incisioni, Tony Sheridan è l'unico che può vantare insieme a Billy Preston l'accredito su un disco insieme ai Beatles (anche se nella registrazione amburghese i Beatles sono indicati come Beat Brothers, questo perché la pronuncia "Beatles" in lingua tedesca era  troppo simile alla parola "Peedles" usata in gergo per indicare il pene) e l'unico in assoluto ad apparire come cantante in una registrazione del gruppo di Liverpool che entrerà poi in classifica come singolo.

Le canzoni insieme a Tony Sheridan furono registrate in due sessioni, la prima avvenne nei giorni 22 e 23 giugno del 1961 ma poi ce ne fu un'altra nel 1962, il motivo di quest'ultima session fu di natura legale, infatti Brian Epstein una volta divenuto manager dei Beatles iniziò ad adoperarsi per trovare loro un contratto  discografico, scoprendo che tecnicamente erano ancora sotto contratto con Bert Kaempfert (Produttore della Polydor). I due convennero allora che i Beatles sarebbero stati liberati da questo vincolo se avessero registrato un'altra sessione con Tony Sheridan al loro successivo ritorno ad Amburgo. La sessione di registrazione in questione si tenne il 24 maggio 1962, furono registrate due canzoni, Swanee River e Sweet Georgia Brown, quest'ultima arrangiata da Paul Mccartney. In questa occasione ad esibirsi con i Beatles c'era anche Roy Young, pianista che di tanto in tanto aveva accompagnato il gruppo allo Star Club di Amburgo. Tuttavia Sheridan non partecipò in presenza a questa seduta di registrazione, limitandosi a sovraincidere in seguito la sua voce sui nastri registrati dai Beatles. La pubblicazione ufficiale di Sweet Georgia Brown avvenne su un Ep tedesco intitolato "Ya Ya" uscito nel 1964, mentre il tape di Swanee River è andato perso e mai più ritrovato. Sheridan pubblicherà però un'altra versione di quest'ultimo pezzo registrandola con altri musicisti.  Swanee River è talvolta indicata anche come Old Folks At Home ed è un vecchio standard americano risalente al 1851, scritto dal compositore Stepen Foster, conosciuto come "il padre della musica americana", fu il più prominente compositore e scrittore di canzoni del XIX secolo negli Stati Uniti. Le sue canzoni, fra cui la celeberrima, Oh! Susanna, rimangono conosciute e popolari in tutto il mondo dopo più di 150 anni dalla loro composizione.


Durante la prima seduta di registrazione con Sheridan i Beatles registrarono senza la presenza di quest'ultimo anche altri due brani: Cry For A Shadow (uno strumentale a firma Lennon/Harrison, in cui tentavano di emulare la canzone Apache degli Shadows) e Aint' She Sweet, composta da Jack Yellen e Milton Ager, cantata da Lennon. Poi ci sono alcune canzoni registrare da Sheridan in cui è dubbia la partecipazione dei Beatles: Nobody's Child (George ne registrerà una sua versione con i Traveling Wilburys nel 1990) e Take Out Some Insurance On Me, Baby.

La prima uscita ufficiale inerente queste registrazioni è datata ottobre 1961 con l'uscita del singolo My Bonnie/When The Sains Go Marching In:


Dopo questo lunghissimo ma doveroso preambolo veniamo alla canzone Tell Me If You Can, scritta dall'inedito duo Mccartney/Sheridan. La canzone sfortunatamente non è mai stata incisa in uno studio di registrazione ma Sheridan l'ha registrata diversi anni dopo e non mancherà di eseguirla nei suoi concerti. La canzone fu scritta ad Amburgo nel 1962, Tony ricorda: "E' una canzone che è nata mentre io e Paul eravamo seduti con le nostre chitarre, bevendo qualche birra. Ho tenuto per me la canzone per anni, non registrandola mai, perché sentivo che non fosse giusto provare a ricavarne dei soldi, e che facendolo avrei offeso Paul. Molti anni dopo ne ho suonato un pezzetto durante un'intervista radiofonica. Avevo poi intenzione di registrarla per il mio album Vagabond del 2002 e volevo la "benedizione" di Paul, così gli ho scritto e non ricevendo risposta il mio produttore ha pensato che Paul non fosse d'accordo e così non l'ho registrata. Poi dopo un po' di tempo Paul disse che per lui non c'era problema. L'ho incontrato qualche anno dopo ad Amburgo, dopo un suo concerto e mi chiese che ne era stato di Tell Me If You Can, risposi che dopo tutto era una brutta canzone e mi sono scordato di registrarla. In seguito ho incontrato il gruppo dei Chantal (cover band strumentale tedesca delle canzoni dei Beatles) e mi hanno chiesto di fare questa canzone con loro, io non ero troppo entusiasta della cosa ma l'ho eseguita con loro dal vivo. Ho detto loro che per farla in maniera appropriata avremmo dovuto registrarla agli studi di Abbey Road. Scrissi allora una interessante introduzione della canzone che registrammo lì, ma visti i costi alti dello studio ne abbiamo ricavato solo un demo e poi lo abbiamo pubblicato per farci un po' di soldi. La versione dal vivo è stata pubblicata nel Cd/Dvd "Chantal meets Tony Sheridan: A Beatles Story nel 2004. La versione studio è stata pubblicata nel 2018 nell'album "Tony Sheridan and Opus 3 artists".

Gustiamocele entrambe:



TELL ME IF YOU CAN

Tell me if you can

Could there ever be another man

Who’ll love you like I do

Tell me if you can.

Tell me if you can

For is it just another love affair 

I really want to know now

Tell me if you can.

There is something I want to say to you 

there is really nothing I wouldn’t do for you

Tell me if you can

Could there ever be another man

Who’ll love you like I do

Tell me if you can.

There is really something that I want to say to you 

You know there is nothing I wouldn’t do for you.

Tell me if you can

Is it just another love affair 

I really want to know now

Tell me if you can.

Tell me if you can

Could there ever be another man

Who’ll love you like I do

Tell me if you can.

TRADUZIONE

Dimmi se puoi
Potrebbe mai esserci un altro uomo
Chi ti amerà come me
Dimmi se puoi.
Dimmi se puoi
Perché è solo un'altra storia d'amore
Voglio davvero saperlo ora
Dimmi se puoi.
C'è qualcosa che voglio dirti
non c'è davvero niente che non farei per te
Dimmi se puoi
Potrebbe mai esserci un altro uomo
Chi ti amerà come me
Dimmi se puoi.
C'è davvero qualcosa che voglio dirti
Sai che non c'è niente che non farei per te.
Dimmi se puoi
È solo un'altra storia d'amore
Voglio davvero saperlo ora
Dimmi se puoi.
Dimmi se puoi
Potrebbe mai esserci un altro uomo
Chi ti amerà come me
Dimmi se puoi.


lunedì 16 gennaio 2023

Only you (And you alone)


 

"Only you (And you alone)" è una canzone scritta da Samuel "Buck" Ram (1907-1991), scrittore, arrangiatore e produttore musicale americano. La sua fama è legata soprattutto al sodalizio con i "Platters", gruppo vocale statunitense che spopolava negli anni '50. Una delle canzoni di punta di questo gruppo era proprio "Only you (And you alone)", cantata da Tony Williams, voce solista, coadiuvato ai cori dal resto dei componenti del gruppo. I Platters si erano formati nel 1952 a Los Angeles e la composizione del gruppo prevedeva Cornell Gunterì, Alex Hodge, Curtis Williams, Joe Jefferson, nel periodo che va dal 1953 al 1954 il gruppo cambia pelle, della vecchia formazione rimane solo Alex Hodge, a cui si affiancano Tony Williams, Herb Reed, David Lynch e Zola Taylor. Il gruppo subì negli anni futuri tantissimi cambi di line-up. La prima incisione del brano del 1954 dei Platters per la loro precedente etichetta, la Federal Records non fu pubblicata, il secondo tentativo fu quello buono, con l'arrangiamento di Ernie Freeman, sotto etichetta Mercury e vide la luce il 3 luglio 1955. Il pezzo sorprendentemente diventò una hit. Il brano mantenne la vetta della classifica US R&B per sette settimane, arrivando anche alla quinta posizione della Pop Chart, dove rimase in classifica per 30 settimane, Il gruppo scriverà un importante capitolo della storia della musica attraverso un genere molto innovativo per l'epoca vendendo ben 53 milioni di dischi, con successi planetari quali "Smoke Gets in Your Eyes", "Twilight clock", "Harbor lights", ma subisce una prima battuta d'arresto quando, nel 1960, il solista Tony Williams decide di mettersi in proprio. Di qui una serie di rimaneggiamenti, anche pesanti, nella formazione e l'utilizzo del nome "The Platters" da parte di ciascun componente che decideva di formare un proprio gruppo, tanto che si è venuta a creare nel tempo una paradossale situazione, che dura ancora oggi, in cui circa un centinaio di gruppi vocali continuano ad esibirsi nei circuiti revival, usando più o meno legittimamente il nome "The original Platters". Nel 1990, il gruppo è stato introdotto nella Rock and Roll Hall of Fame e, nel 1998, nella Vocal Group Hall of Fame.
Ma veniamo alla connessione della canzone "Only you (And you alone)" con i Fab four, per l'esattezza con Ringo Starr e John Lennon
Ringo decise di incidere la canzone per l'album "Goodnight Vienna" uscito nel 1974, ma uscì anche come singolo raggiungendo la prima posizione della classifica "US Adult Contemporary" nel 1975.
John Lennon era sempre molto disponibile nei confronti di Ringo, talvolta scrivendo canzoni per lui o fornendogli indicazioni e consigli per cantare al meglio un brano, ed è quello che è avvenuto in questa occasione, infatti Lennon prepara una registrazione vocale per mostrare al suo amico come doveva cantare il pezzo, fortunatamente questo nastro è stato poi pubblicato nell'Anthology box set del 1998, quattro dischi pieni zeppi di rarità, provini e demo di John.
Sentiamoci per cominciare la versione dei Platters del 1955:



Veniamo ora alla versione di Ringo Starr che viene pubblicata nell'album "Goodnight Vienna" uscito nel novembre del 1974. "Only you (And you alone)" viene incisa il 24 agosto ai Sunset Sound di Los Angeles sotto la supervisione di Lennon che contribuisce anche suonando la chitarra acustica.
Viene realizzato anche un video della canzone con Ringo vestito con una tuta eccentrica intento a cantare insieme ad Harry Nilsson mentre sono appoggiati ad un UFO.
La canzone fu anche rilasciata come singolo, prima dell'uscita dell'album, raggiungendo un ottimo ottavo posto nelle classifiche americane.


Questa canzone non sarà mai cantata dal vivo da Ringo.

Esiste anche una versione della canzone cantata da John Lennon, questo perché John aveva realizzato un nastro per mostrare a Ringo come doveva cantare la canzone. Nel 1998 l'uscita di un box antologico dedicato a John Lennon ci ha permesso di ascoltare questa chicca:



ONLY YOU (AND YOU ALONE)

Only you can make all this world seem right
Only you can make the darkness bright
Only you and you alone can thrill me like you do
And fill my heart with love for only you

Oh, only you can do make all this change in me
For it's true, you are my destiny
When you hold my hand I understand the magic that you do
You're my dream come true, my one and only you

Oh oh, only you can do make this change in me
For it's true, you are my destiny
When you hold my hand I understand the magic that you do
You're my dream come true, my one and only you

TRADUZIONE

Soltanto tu puoi far sembrare giusto questo mondo
Soltanto tu puoi rendere l'oscurità luminosa
Soltanto tu e tu sola puoi emozionarmi come fai tu
E riempire il mio cuore d’amore per te soltanto

Soltanto tu puoi operare questo mutamento in me
Poiché è vero, tu sei il mio destino
Quando mi tieni la mano io capisco la magia che tu fai
Tu sei il mio sogno divenuto realtà mia sola e te soltanto

Soltanto tu puoi operare questo mutamento in me
Poiché è vero, tu sei il mio destino
Quando mi tieni la mano io capisco la magia che tu fai
Tu sei il mio sogno divenuto realtà mia sola e te soltanto

ACCORDI

[Intro]
        D7 C#7 D7
 
[Verse 1]
        G                    B7
   Only you    can make this world seem right
        Em                  G7              G7
   Only you    can make the darkness bright
        C            D7        G         B7       Em    E7
   Only you and you alone, can thrill me like you do,
       A7                               D7
   and fill my heart with love for only you
 
[Verse 2]
        G                    B7
   Only you    can make this change in me
            Em                  G7        G7
   For it's true     you are my destiny
            C               Cm             G     B7       Em
   When you hold my hand, I understand the magic that you do
             A7
   You're my dream come true
      D7               G    Cm   G
   My one and on-ly    you

L'angolo delle curiosità:

Questo video è un "mash up" fatto da un fan, ha in pratica unito la versione cantata da Ringo con il demo di John Lennon, il risultato è estremamente godibile:





giovedì 3 novembre 2022

Like dreamers do

 


Lennon e Mccartney, all'inizio della loro carriera musicale, scrivevano non solo per i Beatles ma anche per altri artisti, quasi tutti appartenenti alla scuderia di Brain Epstein, il loro manager. "Like dreamers do" fu scritta principalmente da Paul e ceduta agli "Applejacks", band inglese originaria di Solihull, nel Warwickshire. Furono il primo gruppo "Brumbeat" a raggiungere la top 10 delle classifica musicale inglese dei singoli. Il termine "Brum Beat" o "Brumbeat" è nato nei primi anni '60 sulla scia del famoso "Mersey Sound" (in seguito erroneamente descritto come "Mersey Beat") che proveniva da Liverpool ed era guidato da gruppi famosi come i Beatles, Gerry and the Pacemaker e  i Searchers. (Mersey Beat era in realtà il nome del famoso giornale di intrattenimento e scena musicale di Liverpool fondato da Bill Harry).

Gli Applejacks erano formati da Al Jackson, Martin Baggott, Phil Cash, Don Gould, Gerry Freeman e Megan Davis. Il fatto di avere una donna come bassista (Megan Davis) era una rarità per quei tempi!

Furono in attività dal 1963 al 1967, arco di tempo in cui pubblicarono due album. Il loro primo singolo fu "Tell me when", che raggiunse la top 10 delle classifiche inglesi nel 1964.

L'amicizia con i Beatles nacque nel 1964, durante le prove di una trasmissione televisiva.

La canzone che Paul diede agli Applejacks era stata eseguita dai Beatles durante la famosa audizione ai Decca Studios  il primo gennaio 1962, audizione, che come ben sappiamo, si concluse con la bocciatura della band di Liverpool da parte di Dick Rowe, furono scelti invece i Tremeloes, gruppo capitanato da Brian Poole. Ecco il ricordo di Rowe sull'accaduto: "Ho detto a Mike (Mike Smith, altro dirigente della Decca), che avrebbe dovuto decidere tra i Beatles o i Tremeloes. Disse: "Sono entrambi bravi, ma uno è un gruppo locale, l'altro viene dal Liverpool". Abbiamo deciso che era meglio prendere il gruppo locale. Perché avremmo potuto lavorare con loro più facilmente poiché venivano da Dagenham".

Ironia della sorte, la registrazione di "Like Dreames do" degli Applejacks fu prodotta proprio da Mike Smith! La canzone entrò nella top 20 delle classifica britannica dei singoli. Nel 1965 si cimentarono anche nella cover di un'altra canzone dei Beatles, "Baby's in black".

Sentiamoci la versione degli Applejacks:


Questa invece è la versione suonata dai Beatles all'audizione presso i Decca Studios, per anni è circolata tra i fan attraverso i bootlegs, nel 1995 è stata pubblicata in maniera ufficiale nel cd 1 dell'Anthology:


Paul scrisse la canzone nel 1957, e fu il primo pezzo eseguito alla Decca. Alla batteria c'era ancora Pete Best, che rimase nella formazione fino al 16 agosto 1962, quando fu rimpiazzato da Ringo Starr.

La canzone era presente nelle setlist già dal 1958, nel periodo pre-Beatles, quando il gruppo si chiamava Quarrymen. Questa band fu fondata da John Lennon nel 1956, vi entrarono presto anche Paul Mccartney (1957) e George Harrison (1958), oltre ad altri componenti che si alternarono tra loro nel corso degli anni: Eric Griffiths, chitarra (19561958), Ken Brown, chitarra (1959-1959), Stuart Sutcliffe, basso (1959-1959), Bill Smith, bidofono* (1956), Ivan Vaughan, bidofono (19561958), Nigel Walley, bidofono (19561958) e Peter Shotton, washboard (19561957).

* Detto anche liron, o tulòn, è uno strumento musicale della famiglia dei cordofoni pizzicato, nei Quarrymen, così come in molti gruppi skiffle degli anni '50, era costruito in maniera rudimentale usando una cassa da tè.

In un'intervista contenuta nel libro "Many years from now" di Barry Miles, Paul parla della canzone, evidenziando come, pur non essendo di qualità eccelsa, abbia contribuito ad accrescere la fama del gruppo, perché erano tra i pochi che presentavano anche canzoni scritte di proprio pugno: "Like Dreamers Do" è stata una delle prime canzoni che ho scritto e provato al Cavern. L'arrangiamento non era un granché ma ad alcuni ragazzi è piaciuto perché era unico, nessuno degli altri gruppi lo faceva. In realtà era un po' una sorta di scherzo provare le proprie canzoni... all'inizio ovviamente non erano così belle, ma sentivo che dovevamo davvero sfondare quella barriera perché se non avessimo mai provato le nostre canzoni non avremmo mai avuto la sicurezza di continuare a scrivere".

Oltre a "Like Dreamers Do", i Beatles suonarono alla Decca altre due composizioni originali, "Hello little girl" di John e "Love of the loved" di Paul

Nel 1980 anche Lennon ricorda "Like dreamers do" durante un'intervista con David Sheff: "E' di Paul, un pezzo che aveva scritto da adolescente e che in qualche modo avevamo resuscitato e ripulito. Si trova sul nastro dell'audizione che abbiamo inviato alla Decca e che si può ascoltare nei bootlegs che circolano".

LIKE DREAMERS DO

I, I saw a girl in my dreams

And so it seems

That I will love her

Oh you, you are that girl

In my dreams

And so it seems

That I will love you

And I, ah, I waited for your kiss

Waited for the bliss

Like dreamers do

And I, I, I, I, I, I

Oh, I'll be there, yeah

Waiting for you, you, you, you, you, you, you

You came just one dream ago

And now I know that I will love you

Oh, I knew when you first said hello

That's how I know

That I will love you

And I, I, I waited for your kiss

Waited for the bliss

Like dreamers do

And I, I, I, I, I, I

Oh I'll be there, yeah

Waiting for you, you, you, you, you, you, you

You came just one dream ago

And now I know that I will love you

Oh, I knew when you first said hello

That's how I know

That I will love you

And I, I, I waited for your kiss

Waited for the bliss

Like dreamers do

Oh, like dreamers do

Like dreamers do

TRADUZIONE

Ho visto una ragazza nei miei sogni

Sei tu quella che io amo

Oh, sei tu quella ragazza nei miei sogni

Sei tu quella che io amo

E io aspettavo il tuo bacio,

Aspettavo per la mia felicità

Come fanno i sognatori

E io, io io io

Oh, io ci sarò, sì

Aspetto te te te te te

Tu, sei apparsa solo in un sogno

E ora so che ti amerò

Lo so dalla prima volta che ti ho detto ciao

Ecco come lo so

Che io ti amo

E io aspettavo il tuo bacio,

Aspettavo per la mia felicità

Come fanno i sognatori

E io, io io io

Oh, io ci sarò, sì

Aspetto te te te te te

Tu, sei apparsa solo in un sogno

E ora so che ti amerò

Lo so dalla prima volta che ti ho detto ciao

Ecco come lo so

Che io ti amo

E io aspettavo il tuo bacio,

Aspettavo per la mia felicità

Come fanno i sognatori

Come fanno i sognatori

Come fanno i sognatori

ACCORDI

F C#7 F# D7 G D#7 G# E7

 

[Verse 1]

A               F#m

I, I saw a girl in my dreams,

       Bm                  C#m  E

And so it seems that I will love her.

    A                      F#m

Oh, you, you are that girl in my dreams,

       Bm                   C#m  E

And so it seems that I will love you.

 

[Chorus]

    A        C#7

And I Waited for your kiss,

           Bm       E7

Waited for the bliss,

              A

Like dreamers do.

 

    D  E        A

And I-I-I-I-I-I-I

            Bm     B7

Oh, I'll be there, yeah,

            E7

Waiting for you, you, you, you, you, you,

 

[Verse 2]

A                       F#m

You came just one dream ago,

          Bm               C#m  E

And now I know that I will love you.

A                     F#m

I knew when you first said hello,

           Bm                 C#m  E

That's how I know That I will love you.

 

[Chorus]

    A        C#7

And I Waited for your kiss, 

           Bm       E7

Waited for the bliss,

              A

Like dreamers do.

 

    D  E        A

And I-I-I-I-I-I-I

            Bm     B7

Oh, I'll be there, yeah,

            E7

Waiting for you, you, you, you, you, you,

 

[Verse 3]

 

A                       F#m

You came just one dream ago,

          Bm               C#m  E

And now I know, that I will love you.

A                     F#m

I knew when you first said hello,

           Bm                 C#m  E

That's how I know That I will love you.

 

    A        C#7

And I Waited for your kiss,

           Bm       E7

Waited for the bliss,

              A

Like dreamers do.

Adim              A

Oh, like dreamers do,

Adim          A

Like dreamers do.

 

[Outro]

 

Adim

 

F C#7 F# D7 G D# G# E7 A


L'angolo della curiosità:

Ecco un video tutorial per basso e chitarra solista per suonare la canzone come la facevano i Beatles:






giovedì 27 ottobre 2022

Hurt Myself

 


"Hurt myself" è una canzone di Rusty Anderson, chitarrista americano nato il 20 gennaio 1959 a Los Angeles in California. L'incontro con Paul Mccartney avviene in occasione della registrazione dell'album "Driving Rain", avvenuta nel 2001. Il nome di Rusty viene suggerito a Paul da Kahne, che è il produttore dell'album sopracitato. L'incontro si rivelerà molto proficuo, tanto da spingere Paul ad ingaggiare il chitarrista americano anche per i concerti. Il primo "live" a cui partecipa Rusty è il concerto benefico in favore delle vittime dell'attentato alle torri gemelle. L'evento si tiene il 20 ottobre 2001 al Madison Square Garden di New York. Viene quindi confermato anche per il tour mondiale di Mccartney del 2002 e da allora è ancora parte della band di Macca, più di 20 anni di concerti in giro per il mondo! Il curriculum di Rusty è notevole, ha lavorato negli album di centinaia di artisti (Elton John, Little Richard, Cat Stevens, Ricky Martin, Sinead O'Connor...).

Ma torniamo alla canzone, affidandoci ai ricordi dello stesso Anderson: "Eravamo in un momento di pausa del tour, che sarebbe ripreso a breve dal Messico, ho approfittato allora per far sentire a Paul qualche canzone che avevo scritto per il mio disco "Undressing underwater", che avevo intenzione di pubblicare nei mesi futuri, i pezzi gli sono piaciuti, allora gli ho chiesto allora se era interessato a suonare in qualche traccia dell'album e lui mi ha risposto: "Certo!". Inizialmente ho pensato di far suonare Paul su una traccia che avevo già quasi pronta ma poi ho cambiato idea, sarebbe stato meglio infatti iniziare a lavorare su una traccia da zero con il supporto di tutta la band del tour. Ho chiesto quindi aiuto al produttore Kahne, suonandogli alcuni pezzi di "Undressing underwater" e lui ha scelto "Hurt myself". Paul è arrivato ai Sunset Sound Studio sul tardi, così noi abbiamo potuto nel frattempo far pratica con la canzone. E' stato surreale vedere Paul maledire se stesso quando commetteva qualche errore al basso, lo rendeva così umano! Ma ha un tale talento! Ha avuto delle idee geniali durante la registrazione e ha contributo anche con dei cori. Ad un certo punto ha suggerito in un punto della canzone di mettere qualcosa di inaspettato, come dei fiati o qualcosa di orchestrale, così il mio amico Probyn ha aggiunto un flicorno. E' il sole pezzo, tra tutte le mie canzoni, in cui Paul ha collaborato, anche se una volta durante un volo abbiamo abbozzato una melodia sul rumore dei motori dell'aereo! L'abbiamo registrata su un registratorino portatile, pensando di poterla usare, ma non è mai accaduto".

Come detto, la canzone è contenuta nell'album "Undressing underwater" uscito il 17 dicembre 2003, alla traccia oltre a Paul Mccartney che aggiunge basso, chitarra elettrica e cori, partecipano anche gli altri membri della band di Paul, ovvero Abe Laboriel Jr. alla batteria, Brian Ray alla chitarra acustica, Paul Wickens alle tastiere e Probyn al flicorno, chiude la formazione il nostro Rusty, suonando chitarre, tastiere e cantando.

Da un punto di vista tecnico la canzone è una tipica "power pop song", ovvero un sottogenere del rock, che si caratterizza per l'utilizzo di melodie semplici ed essenziali ispirate ai gruppi anni '60, combinate con riff di chitarra abbastanza potenti e da una struttura ritmica tipiche dell'hard rock. Gli assoli di chitarra non sono molto comuni e le modalità delle canzoni tendono ad essere minime.

Sentiamoci la versione studio e poi una "live" eseguita in un pub americano:



HURT MY SELF

Well I hope you understand that I could never be anyone's victim

Make a face and lose my cool, it's so natural, yeah

I might be shaking outside but inside I am fine

And I wouldn't get too smug if I were you

Your trophy doesn't look so good

Cause I can hurt myself more than you ever could

Carving hearts and crosses in my skin bringing out the scars within

I am the film starring pictures of you quite distorted and filtered in blue

I might be breaking inside but I can get there on my own

Obsessions fatal and offerings of burning Hollywood

I can hurt mysеlf more than you ever could

I might bе shaking outside but inside I am fine

Cause I can hurt myself more than you ever could

I can hurt myself more than you

I can hurt myself more than you

I can hurt myself more than you ever could you 

TRADUZIONE

Bene, spero che tu capisca che non potrei mai essere la vittima di nessuno

Fare una smorfia e perdere la calma, è così naturale, sì

Potrei tremare fuori, ma dentro sto bene

E non sarei troppo compiaciuto se fossi in te

Il tuo trofeo non ha un bell'aspetto

Perché posso farmi male più di quanto tu abbia mai potuto

Scolpire cuori e croci nella mia pelle facendo emergere le cicatrici all'interno

Sono il film con le tue foto piuttosto distorte e filtrate in blu

Potrei irrompere dentro, ma posso arrivarci da solo

Ossessioni fatali e offerte di bruciare Hollywood

Posso farmi male più di quanto tu abbia mai potuto

Potrei tremare fuori, ma dentro sto bene

Perché posso farmi male più di quanto tu abbia mai potuto

Posso farmi male più di te

Posso farmi male più di te

Posso farmi male più di quanto tu abbia mai potuto fare tu

lunedì 10 ottobre 2022

You angel you/Born in captivity


 
Nel 1977 Ringo Starr collabora con il gruppo "The Alpha Band" suonando la batteria in due canzoni:  "Born in captivity" scritta da Arthur Buster Stahr e "You angel you" di Bob Dylan.
Entrambe le tracce finiranno nel disco della band americana intitolato "Spark in the dark", band che è formata da T-Bone Burnett, Steven Soles e David Mansfield più una serie di turnisti che negli anni collaboreranno ai vari progetti del gruppo. Burnett vanta collaborazioni con Costello e Roy Orbison. La band è stata attiva tra il 1976 e il 1979.
La connessione tra Ringo Starr è questo gruppo nasce nel gennaio del 1976 quando suonarono insieme a Bob Dylan durante il "Rolling Thunder Revue Tour".
"You angel you" venne scritta da Dylan nel 1973 per l'album "Planet Waves". Ecco la versione della Alpha Band con Ringo alla batteria:


Questa invece è l'originale di Dylan:


La versione degli Alpha Band è più tendente al pop e la batteria di Ringo conferisce al pezzo un andatura galoppante e festosa, Dylan invece sceeglie una interpretazione più country.

Bisognerà attendere fino al 1990 per assistere ad una performance dal vivo della canzone da parte di Dylan, per la precisione l'otto febbraio all'Hammersmith Odeon di Londra:


Chiudiamo con due chicche, una prova della canzone eseguita da Dylan nel 1976 durante le prove del tour "Rolling Thunder Revue" e una cover del pezzo eseguita dalla Manfred Mann's Earth Band:




Per completezza ecco  anche l'altro contributo di Ringo all'album degli "Alpha Band", la canzone come detto in apertura si chiama "Born in captivity":



L'angolo delle curiosità:

Ringo durante una trasmissione televisiva della Cbs ha rivelato qual è la sua canzone preferita di Dylan: "When the Deal Goes Down", con questa motivazione: "E' una bellissima canzone d'amore, molto romantica, mi commuovo ascoltandola". Ascoltiamola anche noi! Ecco il video ufficiale della canzone:



Il pezzo si trova nell'album "Modern times" uscito nel 2006.



YOU ANGEL YOU

You angel, you

Your essence got me under your wing

The way you walk and the way you talk

I feel I could almost sing

You angel, you

You're as fine as anything's fine

I just walk and watch you talk

With you memory of my mind

You know I can't sleep at night for trying

Yes I never did feel this way before

Never did get up and walk the floor

If this is love then gimme more

And more and more and more and more

You angel, you

You're as fine as can be

The way you walk and the way you talk

Is the way it ought to be

And oh, I can't sleep at night for trying

Never did feel this way before

Never did get up and walk the floor

If this is love then gimme more

And more and more and more

You angel, you

You got me under your wing

The way you walk and the way you talk

I swear it would make me sing

TRADUZIONE

Tu angelo tu

mi tieni sotto la tua ala

il modo in cui cammini ed il modo in cui tu parli

sento che potrei quasi cantare

Tu angelo tu

sei bella come ogni cosa è bella

il modo in cui tu cammini ed il modo in cui tu parli

sicuro gioca sulla mia mente

Tu sai che non riesco a dormire la notte per quanto ci provi

non mi sono mai sentito a questo modo prima d'ora

mi alzo di notte e cammino avanti e indietro

se questo è amore allora dammene ancora

e ancora e ancora e ancora e ancora

Tu angelo tu

sei bella fin quanto è possibile esserlo

il modo in cui sorridi come una dolce bambina

mi cade proprio tutto addosso

Tu sai che non riesco a dormire la notte per quanto ci provi

non mi sono mai sentito a questo modo prima d'ora

mi alzo di notte e cammino avanti e indietro

se questo è amore allora dammene ancora

e ancora e ancora e ancora e ancora

Tu angelo tu

mi tieni sotto la tua ala

il modo in cui tu cammini ed il modo in cui parli

dice ogni cosa

ACCORDI

Capo 2nd fret (original key A major)


G   D/f#   C/e   D   C   D   G


G   D     G

You angel you

    G      D          G

You got me under your wing.

    G       D/f#         C/e     D

The way you walk and the way you talk

  C            D      G

I feel I could almost sing.


You angel you

You're as fine as anything's fine.

I just want to watch you talk with your

memory on my mind


    C                               G

You know I can't sleep at night for trying

      G         D/f#      C/e    D

Yes I never did feel this way before,

G         D/f#       C/e     D

Never did get up and walk the floor.

G           D/f#     C/e    D

 If this is love then gimme more

    G

And more and more and more (and more).


You angel you

You're as fine as can be

The way you walk and the way you talk

it's the way it ought to be


You know I can't sleep at night for trying

Never did feel this way before,

Never did get up and walk the floor.

If this is love then gimme more

And more and more and more.


You angel you

You got me under your wing.

The way you walk and the way you talk

I swear it would make me sing.



domenica 9 gennaio 2022

The world is waiting for the sunrise

 


"The world is waiting for the sunrise" è una ballata popolare che risale addirittura al 1918! Fu scritta da Gene Lockhart (parole) ed Ernest Seitz (musica), quest'ultimo aveva ideato il motivetto all'età di 12 anni, imbarazzato dal diventare uno scrittore di musica "popolare" cambiò nome scegliendo come pseudonimo "Raymond Roberts". La canzone fu pubblicata dall'etichetta "Chappell" nel 1919.

Più di 100 cover della canzone sono state messe in commercio! Ma andiamo a vedere quale sono state le connessioni del pezzo con i quattro di Liverpool.

Siamo nell'estate del 1960 ed i Beatles, che in realtà all'epoca si facevano chiamare ancora "Silver Beatles" si trovavano a casa di Paul a provare un po' di canzoni, tante ovviamente le cover eseguite, anche se non mancano pezzi originali del duo Mccartney-Lennon ("One after 909", "I'll Follow the sun", "Hello little girl"), che per quanto grezzi e mediocri, già facevano intravedere delle potenzialità.

Questa giornata di prove casalinghe fu registrata su un Grundig e ovviamente la resa sonora è abbastanza scarsa, è Paul a prendersi carico della voce solista in "The world is waiting for the sunrise", oltre a suonare la chitarra, insieme ad Harrison e Lennon, al basso invece c'è Stuart Sutcliffe, sarà proprio Paul a diventare il bassista del gruppo una volta che Sutcliffe si tirerà fuori dalla band.

Come si può leggere anche nell'acclamato libro di Mark Lewisohn "Tune in", la canzone fu anche eseguita da Paul e John in un piccolo pub a Reading nel Berkshire, si ribattezzarono "Nerk Twin" per l'occasione, era il 23 Aprile 1960. Paul e John decisero di aprire il concerto con "Be-bop-a-lula", ma il cugino di Paul suggerì che era un pezzo troppo lento e che sarebbe stato meglio partire con uno strumentale veloce e la scelta ricadde proprio su "The world is waiting for the sunrise" con John a tenere il ritmo e Paul a fare la melodia.


Il nove settembre del 1985 viene organizzato uno show in onore di Carl Perkins, che suona i suoi pezzi "classici" insieme ad alcuni suoi amici, tra i quali ci sono anche George Harrison, Ringo Starr ed Eric Clapton. Il tutto viene registrato e pubblicato nel 1986 in un disco chiamato: "Blue Suede Shoes: A Rockabilly Session".

Tra le canzoni in scaletta non manca "The world is waiting for the sunrise", in cui in realtà George non suona, si limita ad ammirare estasiato l'abilità chitarristica di Carl, per poi, sul finire della canzone, sussurrare alcuni versi del pezzo:


Anche Paul Mccartney nella sua carriera solista ha avuto una "connessione" con questo pezzo, anche se in maniera molto soft, infatti non si tratta di una esibizione canonica e completa ma solo di una versione strumentale molto breve eseguita durante qualche tappa del tour del 1991, noto anche come "Surprise gig tour", perché Paul annunciava le data con brevissimo preavviso e svolgeva i suoi concerti in posti molto piccoli, per lo più teatri, eseguendo due set, il primo acustico e il secondo elettrico.

Questa breve registrazione può essere reperita solo nei bootlegs, come la scarsa resa audio suggerisce.

Vediamo la copertina del bootleg in questione:


Nel 1993 Paul incontra Carl Perkins ed i due si divertono a suonare insieme per 45 minuti con le chitarre (Paul all'acustica e Carl all'elettrica), ne nasce un momento spontaneo e divertente in cui i due raccontano aneddoti e soprattutto eseguono pezzi molto vecchi che amano da quando sono bambini. Tra le canzoni eseguite c'è anche "The world is waiting for the sunrise", eseguita in maniera molto simile alla versione fatta da Carl insieme ad Harrison nel 1985, ovvero Carl suona la chitarra e Paul fischia ed emette vocalizzi di tanto in tanto, mentre con la mano batte il ritmo sul corpo della chitarra: 

Il "file" di cui sopra lo abbiamo anche con video, vediamolo:




Il filmato completo dell'esibizione non è mai stato rilasciato ufficialmente, ma è reperibile in rete:



John e Ringo non hanno mai suonato il pezzo durante le rispettive carriere soliste.

La prima registrazione di maggior successo della canzone ebbe luogo nell'estate del 1922 (la data esatta è stata persa), quando l'aspirante compositore e leader della band, Isham Jones, insieme alla sua popolare orchestra da ballo, registrò due lati strumentali per la Brunswick Records a New York. La canzone sul lato B era "Eleanor".


Sicuramente una delle versioni più iconiche e rappresentative della canzone fu quella fatta da Les Paul e sua moglie Mary Ford, nel 1951. Grazie anche alle performance della canzone, fatte nello show che gli stessi conducevano ma anche nella storica trasmissione Ed Sullivan, la canzone schizzò al secondo posto delle classifiche americane. Fu realizzato anche un videoclip della canzone, girato il 19 agosto del 1951. Vediamoci un video dei due che eseguono la canzone e poi l'esibizione da Ed Sullivan:



THE WORLD IS WAITING FOR THE SUNRISE

Dear one, the world is waiting for the sunrise

Every rose is covered with dew

And while the world is waiting for the sunrise

And my heart is calling you

Dear one, the world is waiting for the sunrise

Every little rose bud is covered with dew

And my heart is calling for you

The thrush on high his sleepy mate is calling

And my heart is calling you

TRADUZIONE

Carissimo, il mondo sta aspettando l'alba

Ogni rosa è coperta di rugiada

E mentre il mondo aspetta l'alba

Il mio cuore ti sta chiamando

Carissimo, il mondo sta aspettando l'alba

Ogni piccolo bocciolo di rosa è coperto di rugiada

E il mio cuore ti sta chiamando

Il tordo in alto sta chiamando il suo compagno assonnato

E il mio cuore ti sta chiamando

ACCORDI

#1. (Capo 4th fret for original.)

A7   D        Dm6    A7 D       DM7     F# F#7

Dear one, the world, is waiting for the sunrise.

G    Gdim  D    D6 Em7  G       A7

Ev...ery   rose is covered with dew.

A7  D          Dm6    A7 D       DM7     F# F#7

And while, the world, is waiting for the sunrise.

G   Gdim  D     B7 Em7 A7  D

And my    heart is calling you.

 

#2.

A7   D        Dm6    A7 D       DM7     F# F#7

Dear one, the world, is waiting for the sunrise.

G    Gdim        D        Dm6  Em7  G       A7

Ev....ery little rose bud is   covered with dew..

G   Gdim D     B7 Em7 A7  D

And my   heart is calling you.

 

#3.

Cdim D       A7 D     A7  D              F#  F#7

The  thrush, on high, his sleepy mate is calling,

G   A7 D      B7 Em7  Gm A7  D

And my heart, is call....ing you.


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